Se riusciamo a considerare l'anima come l'agente principale del nostro essere, formato da corpo (e mente) e anima (spirito), ci sarà più facile produrre l'autosservazione, cioè quella capacità di sapersi guardare, in modo neutrale, in tutti i momenti della nostra vita.
Come un' entità che apparentemente sembra esterna al nostro corpo, la nostra anima può come un supervisore osservare ciò che accade al nostro corpo (sensazioni, percezioni varie ecc.) ed alla nostra mente (pensieri, ricordi, emozioni ecc.).
Il senso di neutralità attesterà questo stato di osservazione dell'anima, la capacità della stessa di essere attenta e vigile a tutto quanto ci accade, fino ad autocorreggersi nelle situazioni che sente non utili al suo giusto cammino.
L'anima che guarda la nostra mente pensare, sembra un gran paradosso, ma non lo è perchè essa in qualità di terzo osservatore ci permette di percepire, insieme a quanto osservato in tale modalità, il senso di non diretto coinvolgimento perchè al di sopra della situazione che si sta osservando.
Certo arrivare a questa capacità di osservazione non è cosa facile, bisogna tramite diretti insegnamenti di chi la conosce fare un continuo esercizio, fino ad arrivare ad essere in grado di passare velocemente ad utilizzarla quando gli eventi lo richiedono.
Quando ciò accadrà sarà più facile arrivare anche all'ascolto perfetto.